Stagione teatrale 2011-2012


Stagione teatrale 2011-2012

 

Il Comune di Mantova, attraverso la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo e grazie al contributo delle Istituzioni locali e delle Fondazioni BAM e Cariverona, presenta un programma di eventi teatrali la cui stagione si apre con un doveroso omaggio a qualificati rappresentanti del teatro mantovano: Accademia Teatrale “Campogalliani” con l’atto unico di “Di uomini e di poeti” e Nicola De Buono in una gradevolissima piéce con Debora Caprioglio. Di grande impatto le elaborazioni su testi di alcuni “giganti” della commediografia e drammaturgia italiana ed europea (Pirandello, Goldoni, Molière, Ibsen) ed il suggestivo recital-concerto dedicato al Vate D’Annunzio e alla divina Eleonora – in cui Daniela Musini saprà trasmettere emozioni e vibrazioni straordinarie – nonchè la colta rivisitazione di una delle più note opere del grande commediografo greco Aristofane, Lisistrata. La stagione teatrale si chiude poi con l’originalissimo omaggio ad Oriana Fallaci …Mi chiedete di parlare, magistralmente interpretato da Monica Guerritore.
Di primissimo piano anche tutti gli altri interpreti che si esibiranno sui nostri palcoscenici: Leo Gullotta – destinatario del premio Arlecchino d’Oro 2011 – Gaia de Laurentiis, Gianmarco Tognazzi, Manuela Kustermann, i giovani attori diplomati alla Scuola del “Piccolo teatro” di Milano e dello “Stabile” di Torino.
Il calendario comprende poi, tra le iniziative collaterali, un particolare evento in ricordo del Prof. Umberto Artioli, ispiratore e promotore della Fondazione: nel mese di febbraio 2012, al Teatro Bibiena, vengono presentati gli atti del convegno Prigioni e Paradisi; l’appuntamento è arricchito da una conversazione del Prof. Roberto Alonge – nuovo Presidente del Comitato Scientifico – avente ad oggetto uno degli autori tanto cari al Prof. Artioli.
Parallelamente alla programmazione teatrale e in stretta collaborazione con il Provveditorato agli studi di Mantova e l’Assessorato alle Politiche educative e formative del Comune di Mantova, viene attuato un progetto che favorisce l’approfondimento e l’ampliamento dell’interesse degli studenti verso il teatro attraverso iniziative del tutto innovative.
Due sono i concorsi indetti dalla Fondazione per la stagione 2011-2012: uno destinato alle Scuole superiori mantovane, l’altro rivolto ai giovani attori delle principali accademie teatrali italiane.
Due anche i Notturni d’autore, che rappresentano l’avvio dell’importante collaborazione instaurata con la Fondazione “Il Vittoriale”: conversazioni letterarie ad ingresso gratuito con Giordano Bruno Guerri, Presidente della Fondazione “Il Vittoriale”, con autori di rilevanza nazionale.

Programma Mantova Teatro


Programma

14 ottobre 2011
Teatro Bibiena
DUE UOMINI E POETI, OVVERO IL TESTAMENTO DI VIRGILIO
di Chiara Prezzaventocon Diego Fusari, Andrea Flora, Rossella Avanzi, Adolfo Vaini, Francesca Campogalliani, Stefano Bonisoli, Valentina Durantini, Anna Bianchi, Matteo Bertoni, Giulia Cavicchini, Alessandra Mattioli, Annalaura Melottiregia di Maria Grazia Bettini
L’Accademia Teatrale Campogalliani porta in scena l’atto unico commissionato dall’Accademia Nazionale Virgiliana per celebrare il genetliaco di Virgilio in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, un’esplorazione del rapporto tra l’autore e la sua opera – e tra la poesia e la storia – condotta attraverso una rilettura onirica degli eventi che circondarono la morte di Virgilio e la pubblicazione della sua opera più celebre: l’Eneide. Un serrato e stimolante confronto tra il poeta e le sue creature letterarie. Una rivisitazione pirandelliana del poema dell’Eneide dove l’autrice mette a nudo l’animo di Virgilio, imprigionato sul banco degli accusati dai suoi stessi personaggi.

27 ottobre 2011
Teatro Bibiena
LUNA E LUNATICI
di Nicola De Buonocon Nicola De Buono e Debora Caprioglio
Luna e Lunatici è un insieme di poesie e racconti che hanno come protagonista assoluta la Luna. Una Luna a volte allegra e spensierata, a volte triste e sofferta che non si sottrae ai giochi cabarettistici e agli intermezzi col pubblico. I testi, oggetti di riduzione e adattamento, fanno riferimento ai più significativi autori del mondo letterario, da Calvino a Pirandello, da Palazzeschi ad Alda Merini. La pièce è una rivisitazione della precedente novità italiana Luna e Lunatici, che si avvale ora di una nuova partner e di nuovi brani, come ad esempio l’omaggio a Tristano Martinelli, il nostro concittadino del 1574.

28 novembre 2011
Teatro Sociale
IL PIACERE DELL’ONESTÀ
di Luigi Pirandellocon Leo Gullotta, Cloris Brosca, Martino Duane, Paolo Lorimer, Mirella Mazzeranghi, regia di Fabio Grossi
Onestà, parola di grande effetto sull’orlo di un dramma che si pone di fronte all’eterno aut aut di una società alla ricerca di un’equa liceità. 
Nella visione pirandelliana, il nostro protagonista nell’indossare il costume dell’Onesto, adotta il colore del diverso, in una fauna di anime mostruose, e la condotta morale del Baldovino diventa da questo momento inattaccabile e questi si chiude dentro la propria onestà sfidando le convenzioni sociali ed egoismi personali.  Il suo arrivo in questa famiglia, composta da bei involucri senza contenuto, sarà stridente fin dalla prima scena. Una casa, questa, dove l’apparire conta molto più dell’essere, non a caso le sue pareti vivono della trasparenza atta a mostrarsi come si pensa che gli altri desiderano. Una società, immutata nei tempi, da quelli passati a quelli odierni, che ha paura della diversità, perchè essere onesti significa essere diversi, e che fa del tutto per annichilire l’elemento considerato spurio con tutti i mezzi, anche quelli più perversi. messo alle strette nella manovra estrema di farlo contravvenire alle proprie responsabilità, Angelo Baldovino continua a mantenere intatta la propria “maschera” di uomo onesto, finendo così per mettere spietatamente a nudo la disonestà di tutti gli altri. Una pseudo legittima unione, quella che Pirandello usa per dimostrare come l’essere e l’apparire siano in realtà categoria senza alcun valore, frutto unicamente delle convenzioni e del conformismo della società. Come nel precedente lavoro del maestro agrigentino, affrontato con Gullotta, “L’Uomo, la Bestia e la Virtù”, l’uso ideale della maschera per far fronte alle perbenistiche convenzioni di una società, si ripropone con forza.

6 dicembre 2011
Teatro Bibiena
NOTTURNO D’AUTORE: CONVERSAZIONE SU VIRGILIO E LA CULTURA CLASSICA
Serata speciale di commemorazioni virgilianecon Giordano Bruno Guerri e Riccardo Braglia

19 gennaio 2012
Teatro Ariston
LISISTRATA
da Aristofanecon Gaia De Laurentiis, Stefano Artissunch, David Quintili, Stefano Tosoni, regia di Stefano Artissunch
Lisistrata è un colto e fantastico viaggio nella poetica di Aristofane celebre commediografo fra i maggiori del teatro classico. La particolarità della messa in scena è nella contaminazione fra Cabaret e Burlesque che si evidenzia nelle musiche, nelle atmosfere e nei costumi. Nella storia la guerra non fa da sfondo alla commedia, ma la penetra in tutta la sua drammaticità diventandone protagonista. Lo spettacolo è un omaggio a tutti i caduti per la Patria, in tutte le guerre, che per la bandiera non hanno esitato a sacrificare in silenzio la propria esistenza nella speranza di un domani migliore. Il filo conduttore è Lisistrata che con il ricatto dello sciopero del sesso costringe i guerrieri spartani ed ateniesi a trattare la pace per porre fine alla guerra del Peloponneso. Proprio la sua fermezza e arguzia favoriscono il gioco comico ma anche polemico e riflessivo nella commedia. Lisistrata non è solo una donna che convince le altre ad attuare lo sciopero del sesso: si fa anche motore di un dolore universale: “Sciagurate siamo noi donne a portare il peso della guerra: partoriamo i nostri figli e li mandiamo a fare i soldati!”.

3 febbraio 2012
Teatro Ariston
IL VENTAGLIO
di Carlo Goldonicon Mino Manni e i giovani diplomati alla Scuola del Teatro Piccolo di Milano e del Teatro Stabile di Torino, regia di Alberto Oliva
Il Ventaglio è una commedia corale, caratterizzata dalla compresenza simultanea in scena di 14 personaggi, che animano la piazza di un piccolo borgo lombardo. Dietro il mostruoso attivismo di tutti i personaggi, che battono, picchiano, pestano, filano, leggono, bevono, spazzano, si nasconde una insanabile inerzia del vivere. Nella piazza delle Case Nuove convivono aristocratici decaduti che guardano la scena dall’alto e pretendono di controllare le vite degli altri, contadini laboriosi che chiedono “pane, pane e non protezione”, e borghesi che ostentano un gran daffare per nascondere la loro capacità di agire. C’è bisogno di muovere l’aria, di un po’ di vento che accenda gli entusiasmi e doni nuova linfa alle anime appassite. Un semplice ventaglio, pagato pochi spiccioli, innesca un vortice di movimenti incredibili, agita gli animi e mette le ali all’amore, che si espande nella piazza e sconvolge gli equilibri. Da merce a basso costo, quel “maledetto ventaglio” diventa un bene impagabile, ambìto e ricercato, ma anche dimenticato su una botte, donato distrattamente o accettato con emozione. Passa di mano in mano generando equivoci e pettegolezzi, doma chi era aggressivo, convince chi sospettava, insinua il dubbio in chi aveva certezze, infonde la speranza in chi era disperato e viceversa. Il ventaglio come simbolo dello svelamento di se stessi nell’eterno gioco dell’amore e vero protagonista di questa commedia.

21 febbraio 2012
Teatro Ariston
UN NEMICO DEL POPOLO
di Henrik Ibsencon Gianmarco Tognazzi, adattamento di Edoardo Erba, regia di Armando Pugliese
Storia di un dottore che scopre che le terme pubbliche, fiore all’occhiello della cittadina e apportatrici di innumerevoli villeggianti, sono appestate da inquinanti scarichi montani di conciatura delle pelli. Subito il dottore vuole fare un pubblico appello per denunciare la cosa e far porre rimedio a questo problema, ma da una parte suo fratello, rappresentante dei potenti azionisti di maggioranza delle terme, e dall’altra i redattori di un giornale popolare che si schiera contro i potenti della città, tutti si oppongono alla pubblicazione della relazione del dottore, e gli impongono di tacere. Il dottore non riesce più a trovare nessuno che sia disposto a dargli ascolto, perchè tutti sarebbero parte lesa nella questione. Gli appelli al potere sono inutili, quelli alla coscienza popolare anche: sia vinti che vincitori sono una schiera di opportunisti, interessati solo alla reputazione e al denaro. 
È in questo scenario che il dottore compie l’unica scelta possibile per lui: se prima vuole abbandonare la città, ora si accorge che la risposta migliore a questa situazione è data dalla conoscenza: vuole quindi istruire i giovani, poveri  o ricchi che siano, per aiutarli a comprendere meglio la realtà, e a renderli cittadini di una società più civile di quella attuale. Splendida opera, apportatrice di un messaggio di rilevanza universale: la conoscenza, il sapere come mezzo per un futuro migliore. L’adattamento di Edoardo Erba, ormai consolidato collaboratore delle messe in scena dei testi scelti da Tognazzi, riconduce ai giorni nostri la pièce, che sembra attualissima nonostante sia stata scritta nel secolo scorso. L’attività umana non cambia nei secoli…

1 marzo 2012
Teatro Ariston
GABRIELE ED ELEONORA. UNA PASSIONE SCARLATTA
di e con Daniela Musini
I atto – L’immaginifico e la Divina: il “vivere inimitabile” di D’Annunzio e la Duse
II atto – Gabriele ed Eleonora. Una passione scarlatta
Tratto dal premiato testo teatrale della stessa Musini Mia divina Eleonora, questo spettacolo si apre con un’introduzione in cui l’artista racconta al pubblico il fecondo sodalizio artistico e sentimentale intercorso fra i due straordinari personaggi. A seguire, il recital-concerto in cui l’attrice sarà Eleonora Duse, in un monologo intenso in cui irrompe la figura immaginata di Gabriele D’Annunzio con il quale la sua incomparabile Musa ispiratrice instaura uno struggente dialogo, accompagnato dalle appassionate musiche di Chopin, Debussy e Rachmaninov che l’attrice eseguirà al pianoforte.
La serata prosegue con NOTTURNO D’AUTORE. GABRIELE D’ANNUNZIO con Giordano Bruno Guerri.

29 marzo 2012
Teatro Ariston
DON GIOVANNI
di Molièrecon Manuela Kustermann, e con Alberto Di Stasio, Gaia Benassi, Alberto Caramel, Maurizio Lombardi, Luna Romaniregia di Alberto Di Stasio
Don Giovanni è forse il personaggio più teatrale della letteratura moderna. Molière crea un personaggio che servirà poi d’esempio anche a Mozart e a Da Ponte. L’autore vuole offrire al sovrano di Francia e al pubblico parigino uno spietato ritratto della gente di Corte, quale egli aveva ben conosciuto soprattutto in occasione delle dispute intorno al suo Tartuffe: gente che, dietro l’apparenza brillante e frivola, celava il vuoto spirituale e la più cinica amoralità. Quel che ne nacque fu comunque un personaggio gigantesco, odioso e affascinante nello stesso tempo, capace di unire in sè empietà e dissolutezza, scetticismo e ipocrisia, vitalità materialista e ironico disprezzo delle leggi umane e divine. Il tutto in un continuo intrecciarsi di motivi e situazioni molto diverse tra loro: ora grottesche, comiche e buffe, ora tragiche, drammatiche e severe, ora anche realistiche o farsesche, romanzesche e soprannaturali.

19 aprile 2012
Teatro Sociale
…MI CHIEDETE DI PARLARE
Elaborazione del progetto in memoria di Oriana Fallaci, ricerca e raccolta materiali biografici di Emilia Costantini
Monica Guerritore è Oriana Fallaci, con Lucilla Mininnoscritto e diretto da Monica Guerritore, collaborazione alla regia e autore video Enrico Zacheo, la voce di una giornalista è di Emilia Costantini, la voce di Francois Pelou è di Rachid Benhadj
Immagino una folle, piccola donna, che torna nel luogo della sua solitudine, quella casa di New York, ora non più sua, coperta di teli di plastica, in attesa di nuovi abitanti. Là nessuno poteva entrare e una grande giornalista come Lucia Annunziata descriverà – rivelando una delicatissima personale percezione – “un disordine che inquieta, una donna sola, un tappeto di cicche di sigarette per terra…” È lì che si era rintanata Oriana, nell’ombra, mentre la Fallaci infiammava il mondo. “Non guardatemi…” chiederà gentilmente alla fine del mio spettacolo “…Non guardatemi morire…”.

 

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