Stagione teatrale 2017-2018


Stagione teatrale 2017-2018

 

Dopo il successo riscosso nel corso della passata stagione ritorna una nutrita offerta di appuntamenti tutti ospitati nel Teatro Sociale di Mantova grazie alla collaborazione tra la Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo e il Comune di Mantova. Con questo spirito e con la finalità di promuovere al meglio la nuova stagione teatrale, in accordo col Comune di Mantova, la Fondazione ha optato per una comunicazione univoca che raccogliesse in un unico libretto i propri spettacoli di prosa con le proposte di intrattenimento promosse da InsideOut Agency, allo scopo di rivolgersi ad un pubblico il più eterogeneo possibile e con l’obiettivo di valorizzare vicendevolmente le relative proposte spettacolistiche. L’obiettivo è quello di concentrare la proposta culturale invernale nel teatro più importante della città. La stagione promossa dalla Fondazione Artioli si articola in 8 appuntamenti, che si susseguono da ottobre 2017 a marzo 2018, tutti caratterizzati dall’alta qualità della proposta culturale e in grado di spaziare dal teatro classico a quello più contemporaneo con una particolare attenzione ai temi vicini alle nuove generazioni. Si inizia il 31 ottobre con La Guerra dei Roses, una commedia straordinaria e raffinata che trova in teatro la sua dimensione ideale e porta sul palco artisti del calibro di Ambra Angiolini, guidata dal regista Filippo Dini, per poi passare il 13 novembre ad una delle opere più famose di Jean Genet, Le Serve, con Anna Bonaiuto e Manuela Mandracchia nel ruolo di due sorelle che vivono un rapporto di amore ed odio verso Vanessa Gravina, la bella ed elegante Madame. Il 2017 si chiude con Copenaghen, un appassionante intreccio in cui storia e fisica aiutano a leggere la vita stessa, che la sera del 1 dicembre vede l’interpretazione di Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice, mentre il 2018 si apre il 17 gennaio con un classico della lettteratura e del teatro: Filumena Marturano, con Mariangela D’Abbraccio, Geppy Gleijeses e regia di Liliana Cavani. Il 7 febbraio sale sul palco del Sociale Nicola Piovani, che racconta al pubblico con musica e parole la millenaria figura di Odisseo con I viaggi di Ulisse. Amanda Sandrelli recita il 20 febbraio in Boomerang, una commedia scorretta e irriverente in grado di colpire lo spettatore quando meno se lo aspetta. La festa della donna viene invece festeggiata con Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio che propongono un intramontabile classico, capace ancora oggi di parlare alla nostra coscienza: Delitto e Castigo. La stagione si chiude infine il 22 marzo con Animali da Bar, una produzione Carrozzeria Orfeo che con la sua verve provocatoria ha vinto il premio Hystrio Twister 2016.

Locandina Programma Mantova Teatro e Spettacoli


Programma

31 OTTOBRE 2017
Teatro Sociale
LA GUERRA DEI ROSES
di Warren Adler, con Ambra Angiolini e Matteo Cremon, regia di Filippo Dini
Ambra Angiolini e Matteo Cremon, guidati dal regista Filippo Dini, reinterpretano i ruoli che furono di Kathleen Turner e Michael Douglas nel film cult di Danny DeVito, basato sull’omonimo romanzo di Warren Adler. Il risultato è una commedia straordinaria, raffinata, comica e crudele, che trova in teatro la sua dimensione ideale perché gli attori sul palco non hanno filtri e raggiungono in maniera diretta e provocatoria il pubblico, che può accompagnare e sottolineare ogni scena con la sua reazione. La storia è nota: da un incontro da favola si arriva ad un matrimonio da incubo. Assistiamo così ad una delle più potenti e straordinarie deflagrazioni umane: la separazione di un uomo e una donna che hanno condiviso un grande amore. Non a caso il titolo la paragona ad una guerra, e non solo, ad una delle più sanguinose guerre della storia inglese, una guerra nata in “casa” appunto. L’incomprensione tra i due coniugi cresce ad ogni scena creando una serie di piccole vendette sempre più assurde ed esagerate che trascinano il pubblico in una girandola di malintesi fino al gran finale.

13 novembre 2017
Teatro Sociale
LE SERVE
di Jean Genet, con Anna Bonaiuto, Manuela Mandracchia e Vanessa Gravina, regia di Giovanni Anfuso
Una favola nera, come l’ha definita il regista Giovanni Anfuso, fatta di atmosfere cupe e tetre che schiacciano lo spettatore, facendo emergere le tensioni e le nevrosi più nascoste dell’essere umano in maniera esagerata e paradossale. Si crea così un gioco estremo e grottesco che, ora della fine, risulta involontariamente comico. Le Serve, scritto nel 1947 da Jean Genet ed ispirato ad un evento di cronaca che impressionò enormemente l’opinione pubblica francese, è considerato uno dei capolavori del drammaturgo, una perfetta macchina teatrale in cui il gioco del teatro nel teatro è svelato per mettere a nudo, in modo straordinario, la menzogna della scena, con una struttura che scava nel profondo. Una lingua colta e letteraria descrive e accompagna la storia di due sorelle, Claire e Solange, serve dall’aspetto inquietante interpretate da Anna Bonaiuto e Manuela Mandracchia, che vivono un rapporto di amore e odio nei confronti della loro padrona, la bella ed elegante Madame, Vanessa Gravina. Ogni sera, quando la signora non c’è, allestiscono un teatrino in cui a turno giocano “a fare Madame”, indossandone gli abiti e imitandone le movenze in una diabolica e sprezzante caricatura. Un vero e proprio rito che puntualmente termina con l’uccisione della padrona, fino ad arrivare ad un colpo di scena inaspettato e crudele.

1 dicembre 2017
Teatro Sociale
COPENAGHEN
di Michael Frayn, con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice, regia di Mauro Avogadro
Quante volte avete desiderato una macchina del tempo per rivivere i momenti più cruciali della storia? La Compagnia Orsini trasporta gli spettatori indietro nel tempo, catapultandoli nel lontano 1941 a Copenaghen, quando il fisico tedesco Heisenberg (Massimo Popolizio) fece visita al suo maestro Bohr (Umberto Orsini) in una Danimarca occupata dai nazisti, proprio alla vigilia del primo devastante uso della bomba atomica. Il testo di Michael Frayn cerca di ricostruire la conversazione che avvenne tra i due scienziati, affiancati dalla moglie di Bohr, interpretata da Giuliana Lojodice. Questo trio di attori dal grande spessore, diretto da Mauro Avogadro, mette così in evidenza i diversi piani di lettura che la storia ci ha lasciato in eredità, rivivendo una conversazione di cui ancora oggi sfuggono i reali contenuti. Co-protagonista al fianco della storia è la fisica, che si riflette anche nella struttura del testo: la modalità con cui vengono enunciate le diverse ipotesi richiama metaforicamente i Principi di Indeterminazione e di Complementarietà della teoria della relatività di Einstein. «Non è possibile una sola verità o una sintesi efficace delle diverse verità, perché una verità è semplicemente un punto di vista, il punto di vista di chi l’ha enunciata. Tutto è umano, niente è assoluto».

17 gennaio 2018
Teatro Sociale
FILUMENA MARTURANO
di Eduardo De Filippo, con Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijesesregia di Liliana Cavani
Filumena Marturano è il testo di Eduardo più rappresentato all’estero, ispirato da un fatto di cronaca dal quale il drammaturgo ha costruito una delle più belle commedie dedicata alla sorella Titina. 
È la storia di Filumena Marturano e Domenico Soriano. Lei è una donna caparbia, una madre ostinata e decisa a difendere fino in fondo la vita e il destino dei suoi figli. Lui è un frivolo borghese, figlio di un ricco pasticciere, “campatore”, amante e proprietario di cavalli da corsa. Ma è soprattutto la storia di un grande amore, che alla fine l’avrà vinta sul destino e sulle consuetudini Nel ruolo dei protagonisti Mariangela D’Abbraccio, che ha iniziato la sua carriera diretta da Eduardo nella compagnia di Luca De Filippo, e Geppy Gleijeses, allievo prediletto di Eduardo che per lui nel ’75 revocò il veto alle sue opere. A dirigere la commedia una delle più grandi registe di cinema: Liliana Cavani, che, con questo allestimento, debutta nella Prosa. La commedia è servita!

7 febbraio 2018
Teatro Sociale
VIAGGI DI ULISSE
di Nicola Piovani, scritto e diretto da Nicola Piovani con Ensamble Aracoelidisegni di Milo Manara
Ulisse ha sempre affascinato grandi e piccini con la sua curiosità e la sua brama di conoscenza e avventura. Non stupisce che molti autori gli abbiano dedicato riflessioni e poesie; tra questi spiccano James Joyce, Konstantinos Kavafis, Omero, Umberto Saba e Torquato Tasso.
Cosa succederebbe se i loro brani fossero raccolti in un unico spettacolo, accompagnati da una musica evocativa e, a tratti, struggente composta da Piovani? Nascerebbe Viaggi di Ulisse, racconto in musica per strumenti che si concertano con voci registrate di grandi interpreti. I solisti dell’orchestra Aracoeli accompagnano lo spettatore in un percorso labirintico lungo il quale spunta ad ogni angolo un personaggio con la sua storia: è possibile imbattersi nella maliziosa seduzione delle sirene, nella forza bruta di Polifemo e nella gioia per una partenza insperata. L’organico comprende il pianoforte, il contrabbasso, il sax, il violoncello, le percussioni e la tastiera elettronica, a cui si aggiungono delle voci inserite nella partitura con un ruolo fondamentalmente sonoro. Sullo sfondo i meravigliosi disegni di Milo Manara, magica scenografia che incornicia la narrazione e aiuta la mente a viaggiare al fianco di Ulisse, eroe greco che non è riuscito a fare esperienza “di retro al sol, del mondo sanza gente” ma certo ha superato i confini temporali, confermandosi dopo tre millenni come figura di un fascino e di una meraviglia indiscussi.

20 febbraio 2018
Teatro Sociale
BOOMERANG
di Angelo Longoni, con Amanda Sandrelli, Eleonora Ivone, Giorgio Borghetti e Simone Colombariregia di Angelo Longoni
Il boomerang è un’arma, ma è anche un gioco infantile. Il Boomerang di Angelo Longoni è stato lanciato tanti anni fa ed è pronto a tornare indietro per colpire uno dei capisaldi della nostra società: la famiglia borghese, intrisa di ipocrisia e perbenismo. Lo spettatore si trova catapultato in un casale di campagna, dove i parenti attendono di celebrare il funerale del padre patriarca sotto una grande nevicata, che sembra quasi voler attutire i rumori assordanti che si agitano negli animi dei personaggi. La commedia avanza in punta di piedi tra colpi di scena e rivelazioni, in un continuo e inaspettato divenire e mutare di situazioni. Chi crede di aver colto il bandolo della matassa, si ritrova con un pugno di mosche. Il testo, divertente e scorretto, si tinge a più riprese di sarcasmo e ironia, che prendono vita grazie alla fantastica interpretazione dei protagonisti Amanda Sandrelli, Eleonora Ivone, Giorgio Borghetti e Simone Colombari, nel ruolo di personaggi poco affidabili e fondamentalmente cattivi, forse vero specchio dell’umanità odierna. La morale è una sola: al proprio passato non si sfugge perché ritorna sempre indietro, proprio come un boomerang.

8 marzo 2018
Teatro Sociale
DELITTO / CASTIGO
di Fëdor Dostoevskij, con Sergio Rubini e Luigi Lo Cascioregia di Sergio Rubini
Delitto e castigo è il famoso dramma ottocentesco che personifica nel protagonista le paure celate nel cuore degli uomini da millenni. Rodion, un indigente studente pietroburghese, compie il più turpe degli atti: un omicidio e da questo momento tutti gli effetti emotivi, mentali e fisici che ne seguono rivivono con l’ausilio di un rumorista e di una cantante. Così la vertigine e il disagio, veri protagonisti del romanzo di Fëdor Dostoevskij, prendono vita grazie a Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini, che restituiscono con la loro interpretazione a due voci la dualità della trama, in un delirio fatto di febbre, scissione e sdoppiamento; un omicidio che produce un castigo, un’arma a doppio taglio, in grado di rivolgere delle domande letali per il nostro inconscio, vittima predestinata dei sensi di colpa, di qualunque origine e grado. L’inferno esiste solo per chi ne ha paura?

22 marzo 2018
Teatro Sociale
ANIMALI DA BAR
di Gabriele Di Luca, con Carrozzeria Orfeoregia di Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti
In “Animali da Bar”, Premio Hystrio Twister nel 2016, sei personaggi delusi e disingannati, traditi dalla società ma soprattutto da sé stessi, sono alla perenne ricerca di risposte che forse non troveranno mai. Sei animali notturni, addomesticati dalle proprie paure e dalla propria disillusione, a cui cercano invano di ribellarsi in qualche sprazzo di ironica e pungente autocritica. 
Vediamo così sul palco un vecchio malato, misantropo e razzista che si è ritirato a vita privata nel suo appartamento, una donna ucraina dal passato difficile che sta affittando il proprio utero ad una coppia italiana, un imprenditore ipocondriaco che gestisce un’azienda di pompe funebri per animali di piccola taglia, un buddista inetto che, mentre lotta per la liberazione del Tibet, a casa subisce violenze domestiche dalla moglie, uno zoppo bipolare che deruba le case dei morti il giorno del loro funerale e uno scrittore alcolizzato costretto dal proprio editore a scrivere un romanzo sulla grande guerra. Riusciranno a superare l’impasse in cui sono ingabbiati o ci trascineranno nel loro delirio?

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