Mantova Teatro 2026-2027


Mantova Teatro 2026-2027

Il Teatro Sociale di Mantova si prepara ad accogliere una nuova stagione di prosa, confermandosi ancora una volta cuore pulsante della vita culturale cittadina. Comune di Mantova e Fondazione U. Artioli Mantova Capitale Europea dello Spettacolo presentano Mantova Teatro 2026-2027, un cartellone composto da sette spettacoli che intrecciano grandi classici della drammaturgia, testi contemporanei e nuove produzioni affidate ad alcuni dei più importanti interpreti della scena italiana. Sul palco del Teatro Sociale saliranno artisti del calibro di Umberto Orsini, Silvio Orlando, Maria Paiato, Ambra Angiolini, Ivana Monti, Anna Della Rosa, Melania Giglio, Martino Duane e Claudio “Greg” Gregori, protagonisti di una stagione capace di attraversare epoche, linguaggi e sensibilità differenti. Un percorso teatrale che spazia da Shakespeare a Pirandello, da Michela Murgia a Martin McDonagh, alternando riflessione, emozione, ironia e grande spettacolo.
Il Teatro Sociale di Mantova si conferma così luogo di incontro tra tradizione e contemporaneità, capace di accogliere grandi interpreti, produzioni prestigiose e progetti artistici di respiro nazionale. Un cartellone ricco e articolato che invita il pubblico a vivere ancora una volta le emozioni irripetibili dello spettacolo dal vivo e a condividere l’esperienza del teatro come spazio di confronto, riflessione e crescita culturale.

Il programma:


10 novembre 2026, ore 21:00

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

di William Shakespeare
con Melania Giglio

e Martino Duane, Alessandro Marmorini, Maria Luisa Zaltron, Federico Gatti, Marial Bajma Riva, Alberto Mariotti, Matilda Farrington, Tommaso Sartori, Odette Piscitelli, Eleonora Russo, Filippo Rusconi, Raffaele Vernieri, Joyce Conte,

regia Daniele Salvo

traduzione e adattamento Daniele Salvo, Melania Giglio e Marioletta Bideri
acting coach in english Eleonora Russo
scene Fabiana Di Marco
costumi Daniele Gelsi
luci Giuseppe Filipponio
musiche originali Patrizio Maria D’Artista
assistente alla regia Matteo Fiori
assistente scenografa Giovanna Stinga

produzione Bis Tremila in collaborazione con Quirino srl

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Il Sogno di una notte di mezza estate è un vero e proprio teorema sull’amore ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni. Un gioco, a volte divertente a volte crudele, di specchi e di scatole cinesi che rivelano quanto la vita degli uomini sia soggetta a mutamenti inspiegabili e come il meccanismo del “teatro nel teatro” riveli la verità più profonda della vita.
Gli uomini si affannano in un folle girotondo e nel frattempo i goblin si burlano di loro per soddisfare i propri capricci: il dissidio tra Oberon e Titania, infatti, sconvolge la natura e le stagioni mentre un magico fiore rompe le dinamiche degli innamorati che si scambiano ruoli e amanti. Uno spettacolo sul dissidio continuo e inevitabile tra ragione e istinto, tra apollineo e dionisiaco, tra il bello e il bestiale che vive in ognuno di noi e sulla riflessione quanto mai attuale di come nell’uomo questi due aspetti debbano necessariamente convivere. E il ruolo del teatro? Come Bottom e i suoi compagni, il teatro trasfigura ed esplicita, talvolta goffamente, talvolta poeticamente, quello che sono i segreti del cuore e dei sentimenti umani. Ai poveri teatranti non resta, tra tutta questa confusione che cercare di entrare nel fitto bosco delle umane passioni e tentare di rappresentarle, per dirla alla Bottom, “nel modo più osceno e coraggioso”.

26 novembre 2026, ore 21:00

ACCABADORA

dal romanzo di Michela Murgia
con Anna Della Rosa

drammaturgia Carlotta Corradi

regia Veronica Cruciani

produzione Savà Produzioni Creative, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

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Accabadora, uno dei più bei romanzi di Michela Murgia nonché uno dei libri più letti in Italia negli ultimi anni (vincitore del Premio Campiello 2010) è lo spettacolo di Veronica Cruciani interpretato da Anna Della Rosa.
Il testo teatrale è scritto da Carlotta Corradi su richiesta della regista che da subito ha pensato di farne un monologo partendo dal punto di vista di Maria, la figlia di Bonaria Urrai, l’accabadora di Soreni.
Michela Murgia racconta una storia ambientata in un paesino immaginario della Sardegna, dove Maria all’età di sei anni viene data a fill’e anima a Bonaria Urrai, una sarta che vive sola e che all’occasione fa l’accabadora.
La parola, di tradizione sarda, prende la radice dallo spagnolo acabar che significa finire, uccidere. Bonaria Urrai aiuta le persone in fin di vita a morire. Maria cresce nell’ammirazione di questa nuova madre, più colta e più attenta della precedente, fino al giorno in cui scopre la sua vera natura. È allora che fugge nel continente per cambiare vita e dimenticare il passato, ma pochi anni dopo torna sul letto di morte della Tzia Bonaria. L’accudimento finale è uno dei doveri dell’essere figlia d’anima, una forma di adozione concordata tra il genitore naturale e il genitore adottivo.  La drammaturgia di Carlotta Corradi parte proprio dal ritorno di Maria sul letto di morte di Tzia Bonaria. C’è un tempo di separazione tra le due donne che pesa in questo incontro. La verità, la rabbia che la ragazza ancora prova per il tradimento subito dalla Tzia viene a galla prepotentemente, nonostante gli sforzi che Maria compie per galleggiare tra i migliori ricordi.

8 dicembre 2026, ore 21:00

LA REGINETTA DI LEENANE

di Martin McDonagh
con Ambra  Angiolini, Ivana Monti

e con Stefano Annoni, Edoardo Rivoira,

regia Raphael Tobia Vogel

scene Angelo Linzalata
luci Oscar Frosio
costumi Simona Dondoni
musiche Andrea Cotroneo

produzione Teatro Franco Parenti
in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Knight Hall Agency Ltd

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Con La reginetta di Leenane il drammaturgo irlandese Martin McDonagh, maestro del teatro contemporaneo e del grottesco, costruisce un thriller psicologico dal sapore noir, in cui la tensione e lo humour si fondono in un racconto spietato sulla famiglia e sulla solitudine. Un legame, quello tra una madre e una figlia, avvelenato dall’odio, segnato da un conflitto incessante dove il rancore e la dipendenza si intrecciano in un gioco perverso di potere e frustrazione.La madre sembra fare di tutto per sabotare la felicità della figlia, vincolandola a sé con sottili manipolazioni e stratagemmi meschini. Ma è davvero solo colpa sua se la vita non le ha riservato grandi opportunità? Nessuna delle due è un mostro, nessuna è completamente innocente.
Sono semplicemente due anime in lotta, aggrappate con ferocia alla propria disperazione. Non c’è mai un gesto di affetto tra loro, mai una carezza: il loro linguaggio è fatto di battute taglienti, di litigi urlati, di crudeltà a tratti brutali, ma sempre venate di una vulnerabilità disarmante. In questa tensione costante, ogni oggetto quotidiano diventa una minaccia e l’ambiente domestico si trasforma in una pol- veriera pronta a esplodere. A spezzare questa atmosfera ci pensa l’ironia nera di Mc- Donagh, con uno humour tagliente e dissacrante, capace di strappare risate amare. Si ride, sì, ma a denti stretti, perché l’inquietudine è sempre presente, in un crescendo che lascia emergere un pessimismo quasi tragico sulla famiglia e, forse, sull’umanità intera. Uno spettacolo che è una sfida emotiva e attoriale di grande intensità per due interpreti straordinarie come Ambra Angiolini e Ivana Monti.

22 dicembre 2026, ore 21:00

ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS

di Agatha Christie

adattamento Ken Ludwig
traduzione Edoardo Erba

con Claudio “Greg” Gregori

e un cast di 12 attori (in via di definizione),

regia Roberto Valerio

scene Laura Benzi

produzione Viola Produzioni – Centro di Produzione Teatrale

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Assassinio sull’Orient Express è l’adattamento teatrale del celebre romanzo di Agatha Christie, firmato da Ken Ludwig, che porta in scena uno dei capolavori assoluti del genere giallo, trasformando il palcoscenico in un dispositivo narrativo di suspense, tensione e ambiguità morale.
Durante l’inverno del 1934, una valanga spezza il silenzio delle montagne e intrappola il leggendario Orient Express in un deserto di ghiaccio. Il treno, immobilizzato in un paesaggio di neve e silenzio, diventa uno spazio chiuso e sospeso. Nel cuore della notte, un ricco passeggero americano viene ritrovato brutalmente assassinato nella sua cabina: molte coltellate, nessuna traccia nella neve, nessuna via di fuga.
Nel corso dell’indagine, Poirot è chiamato non solo a risolvere un enigma perfetto dal punto di vista logico, ma anche a prendere posizione di fronte a una verità che mette in crisi i principi stessi su cui si fonda il suo metodo investigativo. La rivelazione finale, inattesa e sconvolgente, costringe il detective, e con lui lo spettatore, a interrogarsi sul confine sottile che separa la legge dalla giustizia, la colpa dalla punizione, la vendetta dal riscatto.
La regia di Roberto Valerio costruisce un dispositivo scenico immersivo e fortemente evocativo, in cui il treno diventa un organismo vivo che trattiene i personaggi e li mette a nudo, coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza di tensione continua fino all’ultimo, decisivo svelamento.
Assassinio sull’Orient Express si configura così come un thriller teatrale elegante e implacabile, capace di trasformare un enigma poliziesco in una riflessione profonda sulla responsabilità collettiva e sul senso stesso della giustizia.

21 gennaio 2027, ore 21:00

RICCARDO III

di William Shakespeare

riduzione e adattamento Angela Dematté

con Maria Paiato

e con Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanna Di Rauso, Giovanni Franzoni, Igor Horvat, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Lorenzo Vio, Carlotta Viscovo,

regia Andrea Chiodi

scene Guido Buganza
costumi Ilaria Ariemme
musiche Daniele D’Angelo
luci Cesare Agoni
trucco e parrucco Bruna Calvaresi
sartoria Mediapont Arte Tessile
assistente alla regia Francesco Biagetti
assistente ai costumi Valentina Volpi

produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Biondo di Palermo, Teatro di Roma – Teatro Nazionale

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Tutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano il Riccardo III di Shakespeare. Un progetto desiderato dall’attrice veneta che prende ora vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi: una corrispondenza nello sguardo sul testo che vuole Paiato nei panni di Re Riccardo l’usurpatore, il genio cattivo, il tipo di uomo politico crudele, machiavellico, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano. La sua sarà un’interpretazione del ruolo maschile che punta a restituire uno Shakespeare fedele all’originale. 
“Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York”: è così che si apre la tragedia del Bardo, tra le opere più celebri, divisa in cinque atti, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo, duca di Gloucester. 
È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con l’Enrico IV parte I. Il Bardo la scrisse intorno al 1592, drammatizzando gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando, al termine della Guerra delle due rose, il potere dei Plantageneti in Inghilterra fu sostituito dalla dinastia Tudor. Tali eventi, culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485, erano ben noti a tutti gli inglesi del tempo di Shakespeare, e il pubblico si identificava con le fazioni politiche rappresentate in scena. Al centro dell’opera sta la figura di Riccardo: in un fisico deforme, racchiude un’indomabile forza negativa, e la sua fedeltà al proprio destino suscita, nonostante la crudeltà del personaggio, un innegabile fascino.

9 febbraio 2027, ore 21:00

IL BERRETTO A SONAGLI

di Luigi Pirandello

con Silvio Orlando

e con (in o.a.) Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti,

regia Andrea Baracco

revisione linguistica Letizia Russo e Andrea Baracco
aiuto regia Andrea Lucchetta
scena Roberto Crea
luci Simone De Angelis
sound designer Giacomo Vezzani

produzione Cardellino srl in coproduzione con  Teatro Stabile dell’Umbria – Teatro Stabile di Bolzano

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Al suo primo Pirandello a teatro, Silvio Orlando sfiora con delicatezza e intelligenza tutte le ambigue e complesse sfumature della tragica umanità di Ciampa nel Berretto a sonagli, diretto da Andrea Baracco.
Cinque anni dopo aver scritto la novella La Verità, Luigi Pirandello la trasforma nei due atti de Il berretto a sonagli, la cui versione siciliana confezionata per Angelo Musco debutta nel 1917 al Teatro Nazionale di Roma. In una delle lettere indirizzate a Musco che metteva in dubbio le qualità della commedia e del suo protagonista, Ciampa, Pirandello dice di come questo sia un personaggio “strapieno di tragica umanità, non vivo ma arcivivo”. 
L’umiltà dell’uomo Ciampa giganteggia, il ridicolo lo infanga; è come se una lama inesorabile gli spaccasse sempre più profondamente il petto, per mostrare il suo cuore e allora si difende con parole vive e umanamente strazianti. Comincia il suo percorso con una semplicità che gli consente di avere aspetti comici, di una comicità ironica con cui si prende ferocemente gioco dell’ottusità degli altri, per poi precipitare – conclude il regista –, nella sua umiliazione da vinto, in una sorta di esaltazione lirica che fa transitare continuamente lo spettatore dal riso all’angoscia.

25 febbraio 2027, ore 21:00

SPETTACOLO FUORI ABBONAMENTO

SCARAMUCCIA

soggetto originale e regia di Marco Zoppello

con Sara Allevi, Marie Coutance, Anna De Franceschi, Michele Mori, Stefano Rota,

Pierdomenico Simone, Marco Zoppello ed altri 2 attori in via di definizione

Produzione Stivalaccio Teatro, TSV – Teatro Nazionale delmVeneto, Teatro Stabile di Bolzano

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Siamo nel 1645 ed a Creta, importantissima isola del dominio da mar veneziano, sta per avere luogo il più terribile assedio che la Serenissima abbia mai conosciuto. E mentre la quinta guerra turco-veneziana è alle porte, Pantalone de’ Bisognosi, mercante e colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale Venezia per dare in sposa la figlia Ortensia al ricco Don Alonso. Ma proprio a Venezia Don Alonso si imbatte in Scaramuccia, napoletano male in arnese, e nel suo servo Arlecchino, e ne nasce, per l’appunto, una scaramuccia che vede Don Alonso avere la peggio e perire. Scaramuccia fugge in direzione di Candia (così era allora chiamata l’isola di Creta), inseguito da Flavia, innamorata di Don Alonso e assetata di vendetta. A Candia la situazione precipita, levando un momento gli occhi verso oriente, si intravedono già le vele nere della flotta Ottomana dirigersi a gran velocità verso l’avamposto veneziano. In questo Mediterraneo che non è solo mare, ma un’anima liquida dove storie millenarie hanno intessuto un arazzo di lingue multiformi, prende vita una storia che parla d’amore, di gelosia, di lotte e di guerre. Una storia che, come nella migliore tradizione della commedia all’improvviso, mescola il serio e il faceto, il sacro e il profano, la verità e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le antiche maschere, le navi d’alto bordo e le solide mura dell’isola di Creta.
Di origine napoletana, evoluzione del capitano fanfarone e vanaglorioso, Scaramucia è diventato poi, grazie alla sapienza dell’attore Tiberio Fiorilli, una sorta di simpatico furbacchione che preferì sostituire la spada con la chitarra. Ancora una volta un lavoro di ricerca nel mescolare materiale antico e ritmi moderni, dove l’approccio filologico si affianca all’artigianato e al lavoro d’insieme. Un grande omaggio alla Commedia dell’Arte, anche chiamata «Commedia d’intrecci», proprio per il gran mulinare di situazioni, di rovesciamenti e di fraintendimenti, di celamenti ed agnizioni.

10 marzo 2027, ore 21:00

PRIMA DEL TEMPORALE

da un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio

con Umberto Orsini

e con Flavio Francucci, Diamara Ferrero,

regia Massimo Popolizio

scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi
costumi Gianluca Sbicca
video Lorenzo Letizia
luci Carlo Pediani
suono Alessandro Saviozzi
assistente alla regia Mario Scandale

produzione Cardellino srl in coproduzione con  Teatro Stabile dell’Umbria – Teatro Stabile di Bolzano

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Con un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni un vecchio attore, nella mezz’ora che lo separa dall’entrare in scena per recitare da protagonista nel “Temporale” di Strindberg, si ritrova a rivivere in un tempo senza fine alcuni momenti della propria vita. La colonna sonora della realtà di un teatro che si sta animando fuori dal suo camerino diventa il pretesto e l’invito a volte spensierato e a volte commosso ad aggirarsi e addirittura a dialogare con i fantasmi del proprio passato in un mescolarsi senza logica temporale dove un suono ne evoca un altro una risata riporta ad un momento di gioia un lungo silenzio ad una perdita lontana nel tempo.
Massimo Popolizio ha voluto aggirarsi intorno alla figura dell’attore con la delicatezza con cui si cerca di svelare dei segreti che vogliono comunque restare misteriosi e offrire un ritratto di artista che si stacchi da ogni intento celebrativo. In una scenografia di forte impatto evocativo, dove il suono e le immagini creano un dialogo immaginario col protagonista, si assiste al lungo viaggio verso quel “Temporale” che viene vissuto come un’ultima meta non ancora raggiunta ma appena rimandata.
Orsini si lascia guidare da Popolizio con la fiducia del vecchio attore che affida alla discrezione del più giovane il compito di raccontare frammenti della sua vita e la storia del nostro paese dal dopoguerra ad oggi.


Biglietti

PLATEA GOLD: € 35,00
PLATEA: € 30,00
PALCHI: € 27,00
LOGGIA: € 20,00, scuole superiori € 12,00
LOGGIONE: € 17,00, scuole superiori € 12,00
STUDENTI: scuole di teatro € 15,00
RIDOTTI*: platea € 27,00, palchi € 25,00

* Riduzione per gli iscritti alle Associazioni convenzionate con Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo.

Sono previste agevolazioni / riduzioni per i diversamente abili. È necessario fare richiesta di informazioni all’indirizzo mail biglietteria@mantovateatro.it

Abbonamenti

L’abbonamento include tutti i 7 spettacoli della stagione MANTOVA TEATRO. L’abbonamento è nominale e non cedibile. L’acquirente potrà scegliere il posto per gli spettacoli, tra i migliori disponibili al momento dell’acquisto. L’acquisto dell’abbonamento è disponibile presso la biglietteria del Teatro Sociale di Mantova.

PLATEA GOLD: € 210,00
PLATEA: € 180,00

Ciascun abbonato alla stagione di prosa avrà la possibilità di acquistare un biglietto IN PLATEA per lo spettacolo “SCARAMUCCIA” e per lo spettacolo “MONET – UNA VITA A COLORI” a prezzo scontato. Il/I biglietto/i dovrà essere richiesto/i al momento del dell’acquisto dell’abbonamento di prosa. Il posto verrà assegnato tra i migliori posti disponibili al momento.

Ciascun abbonato alla stagione di prosa avrà la possibilità di acquistare un biglietto IN PLATEA per lo spettacolo “Scaramuccia” e NEI PALCHI per lo spettacolo “Monet – Una vita a colori” a prezzo scontato. Il/I biglietto/i dovrà essere richiesto/i al momento del dell’acquisto dell’abbonamento di prosa. Il posto verrà assegnato tra i migliori posti disponibili al momento.

Biglietteria:

P.zza Cavallotti 14/A, 46100 Mantova
orari: Martedì dalle ore 10:00 alle ore 13:00 – Giovedì dalle ore 16:00 alle ore 19:00 – Sabato dalle ore 10:00 alle ore 13:00
Telefono: 0376 1590869 (negli orari di apertura) – Mail: biglietteria@mantovateatro.it

PRENOTAZIONI PALCHI
I posti palco disponibili saranno in vendita a partire da 30 giorni antecedenti la data di ogni spettacolo. Prima di tale scadenza è possibile effettuare la prenotazione di un palco recandosi in biglietteria o telefonando negli orari di apertura. I biglietti per i palchi prenotati dovranno essere ritirati e acquistati tassativamente presso la biglietteria nel giorno indicato dall’operatore. 
I palchi prenotati verranno assegnati in base ai palchi liberi e all’ordine di acquisto.
Presso la biglietteria del Teatro si accettano contanti o bancomat

I biglietti acquistati online, contenenti il QR code, dovranno essere presentati all’accesso in formato cartaceo o digitale unitamente al documento di identità dell’acquirente, e saranno validi per l’ingresso.